@blimunda – Il simiotto (dalle “Cronache di Agrumia”)

Il Simiotto

I lineamenti quasi umani del Simiotto, il cranio pressoché implume, l’espressione invariabilmente contrita ispirano una tristezza che rapidamente sfocia nel fastidio. Ha tratti imprecisi, qua e là tendenti all’affilato, tra l’extraterrestre e l’embrione; ha sul viso incolore pieghe aride di pelle eccedente e gli occhi indecisi del camaleonte.

Porta certe sue ordinarie vicissitudini come stigmate, come immeritate persecuzioni alle quali si debba risarcimento a costo dei peggiori giramenti di girandola o volteggi di voltagabbana.

Proteiforme sul piano morale e dunque perfettamente adatto all’habitat mucillaginoso di Agrùmia, è stato capace – come già il Rinoceronte e il Mastino – di transitare vittoriosamente dai vecchi ai nuovi tempi, eludendo ogni scrupolo e sopportando con pazienza qualche blanda recriminazione di sodali decotti, sconfitti dalla storia e dalla biologia.

Spesso, spostandosi quasi di malgrado negli spazi angusti che i potenti gli concedono, il simiotto sguscia lateralmente e costeggia a capo chino, e non si sa se per innata obliquità o per un estremo rimasuglio di vergogna.

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