Spigolature da facebook – Storia marginale (per Luis Sepùlveda)

Storia marginale

“Il doganiere di Laufenburg” è un capitolo delle “Historias marginales” di Luis Sepùlveda, tradotto in italiano con il titolo “Le rose di Atacama”.

Laufenburg è – in scorcio – nella foto sotto, scattata nei primi anni Ottanta: facevo ritorno dalla parte svizzera di Laufenburg, dove un piccolo supermercato vendeva cioccolata farcita di frutta. Andavo spesso a comprare la cioccolata in Svizzera – il doganiere era certamente diverso da quello raccontato da Sepùlveda: al mio infatti bastò controllare una volta il passaporto per lasciarmi poi attraversare con un cenno del capo e il borbottio di un “Grüß Gott”.
Di quella cioccolata mangiavo un pezzetto ogni sera, dopo aver lavorato come cameriera – prima ai tavoli, poi promossa al bancone – nel Gasthof che si vede, al centro, sullo sfondo (a destra, il casotto nasconde la fontana del paese, dove un vecchio allevava le trote e dove l’acqua correva di continuo e scosciava e cantava; del resto, la Lorelei non è distante da qui). Cercavo di imparare il tedesco, e all’esame, diversi mesi dopo, il professore non mancò di notare le mie scivolate “Alemannisch” (“oder?”).

Poco oltre questo piccolo paese comincia, all’improvviso, come una muraglia compatta di alberi drittissimi e scuri, la Schwarzwald, la Selva Nera. Sul ponte, nella foto, operai al lavoro. E’ quella la frontiera di cui racconta Luis Sepùlveda, che ha vissuto qui, anni dopo. E qui – come si vede in explicit – ha scritto un piccolo romanzo famoso, il primo che ho letto, altri anni dopo, quando ho cominciato ad aspettare mio figlio.

Lo scroscio della fontana lo ricordo ancora, come ricordo  le trote che il vecchio mi regalò pochi giorni prima che partissi per Freiburg, e che la proprietaria del Gasthof volle dimenticarsi di cucinare per me. Il suono della fontana cullava ogni notte la mia stanchezza e la mia nostalgia. Chissà se quel suono ha accompagnato il primo volo della gabbianella. E chissà se anche allo scrittore il vecchio ha portato in dono le trote, e chissà se la gabbianella spiccò il volo il vecchio era ancora vivo quando, e se la sua anima burbera si aggira ancora tra lo scoglio di Lorelei e la fontana in cui l’acqua certo scroscia e canta ancora.

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